27 luglio 2015

Il Centro di Ascolto

Il primo dei servizi che la Caritas diocesana ha proposto è stato quello del Centro di Ascolto. Esso non è solo il primo perché attivo da più tempo, ma primo perché esprime nel modo più efficace quello che è lo spirito con cui la Caritas offre e propone il proprio aiuto a chi soffre.

In un contesto sociale frammentato e disperso, la comunità cristiana è chiamata a generare stili di incontro e di comunicazione. Lo deve fare innanzitutto al proprio interno, attraverso relazioni interpersonali attente a ogni persona. La comunità ecclesiale considera una testimonianza all’amore di Dio il promuovere relazioni mature, capaci di ascolto e di reciprocità.

L’ascolto è il primo, grande, completo modo di riconoscere l’altro nella sua alterità e nel suo valore, nel suo essere persona e nel suo essere per, nella sua individualità unica e nel disvelarsi della sua autenticità. L’ascolto indugia, non scappa e non corre. L’ascolto guarda dentro, non si accontenta di una veloce superviosione delle forme. L’ascolto crea unione, fa vibrare all’unisono o dissentire nel cuore, mette in gioco nella reciprocità. È forse per questo che la cultura, spesso debole e fragile, di questo scorcio di inizio millennio, tenta di relegare l’azione dell’ascoltare alla sfera privatistica del moralismo di facciata. Ci fa paura perché ci impedisce di correre via. Ma non per questo perde il proprio significato profondo. Nel vocabolario vetero-ebraico la radice del termine che traduce il nostro ascoltare ha a che vedere sia con l’orecchio, sia con il cuore, sia con Dio. L’ascolto è il cuore di Dio che alberga in noi, proprio perché fatti a immagine e somiglianza del creatore, gli uomini sono chiamati all’ascolto, istruiti ad esso e abilitati ad ascoltare. Ascoltare non è, dunque, un “fioretto” pietistico: è un dinamismo essenziale nella crescita della persona, e, per estensione, della maturazione della società di cui la persona è pietra fondamentale. Si tratta di un modo concreto di ripartire dalla persona e dalla sua dignità esistenziale, ma anche di un approccio olistico che la vede come portatrice di valori e non solo di problemi, la considera in sé, ma non estraniata dalla società, la accompagna e non la rimorchia verso soluzioni standardizzate.

Organizzazione

Il servizio del Centro di ascolto diocesano è coordinato da una persona con incarico specifico da parte del Direttore della Caritas diocesana che promuove e gestisce direttamente il servizio stesso. All’interno del Centro di ascolto diocesano operano sia volontari che collaboratori retribuiti.

Nel Centro di ascolto gli operatori lavorano in équipe. Periodicamente si confrontano su come supportare le diverse persone incontrate. Questo permette di armonizzare i criteri di intervento e rendere omogeneo lo stile di lavoro.

Funzioni e compiti

Il Centro di ascolto fa dell’ascolto il suo modo prioritario di servizio. Il suo “fare” prevalente è l’ascolto, cuore della relazione di aiuto, dove chi ascolta e chi è ascoltato vengono coinvolti, con ruoli diversi, in un progetto che, ricercando le soluzioni più adeguate, punta a un processo di liberazione della persona dal bisogno.

Dall’Ascolto e dall’Accoglienza della persona conseguono le altre funzioni specifiche:

  1. Presa in carico delle storie di sofferenza e definizione di un progetto di “liberazione”.
  2. Orientamento delle persone verso una rilettura delle reali esigenze e una ricerca delle soluzioni più indicate e dei servizi più adeguati presenti sul territorio.
  3. Accompagnamento di chi sperimenta la mancanza di punti di riferimento e di interlocutori che restituiscano la speranza di un cambiamento, mettendo in contatto la persona con i servizi presenti sul territorio ed attivando tutte le risorse possibili.
  4. Prima risposta per i bisogni più urgenti, sempre attraverso il coinvolgimento delle comunità parrocchiali e del territorio.

Il Centro di ascolto diocesano non è sostitutivo di quello/i parrocchiale/i, vicariale/i, zonale/i ecc… e non assume alcun ruolo di delega da parte delle parrocchie. Piuttosto, svolge, al fianco del servizio ai poveri, un servizio di animazione della comunità cristiana espressa soprattutto dalle funzioni di:

  • sussidiarietà: rivolge il suo servizio a persone che vivono in condizione di povertà che ancora non hanno trovato accoglienza e ascolto nella comunità parrocchiale
  • e stimolo: svolge il suo servizio di ascolto in continuo dialogo con i Centri di ascolto parrocchiali, vicariali o zonali e delle parrocchie.

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