Cambiare per crescere

Con la nomina a direttore di don Piero Mandruzzato nel 2014, la nostra Caritas diocesana ha intrapreso un percorso di ripensamento e di ridefinizione del proprio ruolo. Se la Chiesa, e di conseguenza la Caritas, vuole infatti essere fedele al suo mandato non può evitare di ripensarsi e di riorganizzarsi. Papa Paolo VI nel primo incontro delle Caritas in Italia nel 1972 così esprimeva le aspettative della Chiesa rispetto alla neonata Caritas: «al di sopra di questo aspetto puramente materiale della vostra attività, deve emergere la sua prevalente funzione pedagogica, il suo aspetto spirituale che non si misura con cifre e bilanci, ma con la capacità che essa ha di sensibilizzare le Chiese locali e i singoli fedeli al senso e al dovere della carità in forme consone ai bisogni e ai tempi; giacché mettere a disposizione dei fratelli le proprie energie e i propri mezzi non può essere solo il frutto di uno slancio emotivo e contingente, deve essere invece la conseguenza logica di una crescita nella comprensione della carità».

Rimanere fedeli al mandato che la Chiesa ci ha affidato significa farlo in “forme consone ai bisogni e ai tempi”: tutte le nostre risposte, tutti i nostri servizi sono sempre “in ritardo” rispetto alla realtà, che cambia e ci chiede continuamente di rivedere e di ripensare quello che facciamo. La realtà supera l’idea, per citare anche Papa Francesco.

L’altro compito che la Chiesa ci affida, anch’esso sempre bisognoso di rinnovamento, è il mandato di lavorare per fare emergere la “prevalente funzione pedagogica” che deve caratterizzare le nostre azioni, il loro “aspetto spirituale”. Si tratta, come scriveva Paolo VI qualche riga dopo, di “crescere nella comprensione della carità”. La Carità, infatti, non è il risultato delle buone azioni che possiamo aver fatto (dovremmo smetterla di usare l’espressione “fare la carità”), ma è un cammino di comprensione del mistero di Dio amore (Deus Caritas est) che chiede ad ognuno di noi di riconoscerci poveri e perciò bisognosi e, da poveri, disponibili a stare tra i poveri, discepoli di Gesù.

Il lavoro fatto con don Piero in questi anni è stato una azione che ci ha visto forse molto spesso concentrati su noi stessi e ciò può aver dato una immagine di Caritas diocesana, lontana, a volte addirittura assente. Purtroppo, a volte, per ripartire con slancio e novità, bisogna quasi fermarsi, ma è anche vero che questa dinamica ci ha portato a maturare alcune consapevolezze rispetto alle richieste di cambiamento che la realtà ci sta chiedendo. Frutto di questo processo sono le scelte di riorganizzazione che il Vescovo Pierantonio ha voluto decretare nella nomina di Davide Girotto a nuovo direttore dal 29 settembre. Nella nomina, infatti, oltre al cambio del Direttore, sono riportati anche i quattro ambiti in cui la Caritas diocesana di sta ridefinendo: l’ambito della spiritualità è affidato don Piero Mandruzzato, come cura di quella “crescita nella comprensione della carità” che deve caratterizzare l’esperienza di ogni donna o uomo impegnati nella Caritas; l’ambito della formazione e dell’accompagnamento territoriale è affidato ad Alessandro Sovera, con un approccio teso ad avviare processi sia nei destinatari della formazione, sia nei luoghi dove essi si trovano a svolgere il loro mandato; l’ambito dei servizi è affidato ad Irene Rigobello, in una prospettiva di offerta di risposte la qualità dei servizi Caritas si misura nella capacità che ha di coinvolgere (servitore e servito), prima che di risolvere; l’ambito della comunicazione è affidato a Luisa Pietropoli, come il dovere di raccontare e di dare voce al povero, non tanto e solo in un’ottica di advocacy, ma di annuncio di una presenza viva e reale di Dio che si incarna in ogni storia, per quanto essa sia ferita, anzi, proprio perché ferita.

In quest’ottica, colgo tutto il peso che l’incarico che il Vescovo Pierantonio ha voluto affidarmi porta in sé. Lo accolgo nella consapevolezza che il gruppo di lavoro che compone la Caritas diocesana è fatto di sensibilità e professionalità importanti, ma soprattutto di donne e uomini disponibili a spendersi in prima persona in questo processo di rinnovamento a cui siamo chiamati.

Come dice papa Francesco quella che stiamo vivendo non è un’epoca di cambiamento, ma un cambiamento d’epoca; un cambiamento d’epoca che fino a due anni fa ci sembrava procedere lento, ma che la pandemia ha improvvisamente accelerato e reso ineludibile. È urgente e non più procrastinabile la scelta di adeguare le nostre strutture e i nostri servizi alla realtà in cui Dio ci chiede di stare. Il Regno di Dio è già in mezzo a noi. Come Caritas diocesana vogliamo coglierne le tracce.

Davide Girotto

Direttore della Caritas diocesana di Adria-Rovigo


One thought on “Cambiare per crescere

  • Mi piace la riorganizzazione prospettata e condivido gli ambiti predisposti!
    Grazie…
    In comunione di ideale e di servizio al Regno
    sr Maria Grazia Comparini
    serve di maria riparatrici
    centro mariano
    già iscritta alla newsletter

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