24 luglio 2015

Servizi “segno”

Il Cristiano agisce per amore di Dio; per lui l’amore non è un atto filantropico, ma un interiore obbligo. L’amore del prossimo, radicato nell’amore di Dio, è anzitutto il compito di ciascun cristiano. Il cristiano è colui che ha scoperto di essere amato da Dio e, stimolato da questo amore gratuito, sceglie a sua volta di amare i propri fratelli. Ce lo insegna l’evangelista Giovanni: “Se Dio ci ha tanto amati, da dare a noi il suo unico Figlio, anche noi dobbiamo amarci l’un l’altro” (1 Gv 4).

Il nostro primo impegno è quello di metterci a servizio dell’uomo. Questo comporta il dovere di abbattere muri, sciogliere catene, aprire strade nuove, anche mediante la promozione e la tutela dei diritti fondamentali di ogni persona, incluso lo straniero, spesso non ritenuto neppure una persona.

Nell’incontrare qualunque persona è assolutamente importante considerarla semplicemente tale, prima che un utente, un povero, un senza dimora, un drogato, un depresso, solo, ecc. Al centro, cioè, vi è la persona come tale, con il suo nome, la sua dignità-mistero. Mistero proprio perché la radice della sua dignità non gli viene data né da noi, né dalla società, né dalla cultura, né dalla professione, ma da Dio, mistero di carità, di cui ogni vivente diventa riflesso. Promuovere l’altra persona è possibile solo se la si considera comunque e sempre come una risorsa la cui misurazione non spetta a noi, ma va nella logica della sostenibilità ad essa possibile. È importante che manteniamo questa consapevolezza per cui il nostro servizio divenga segno da almeno tre punti di vista:

  • come “segnale”, indica un bisogno e lo addita all’attenzione di tutti;
  • come “direzione”, traccia che segna un percorso possibile di risposta al bisogno;
  • come “pochezza”, sa di non essere, e di non voler diventare, esaustivo rispetto al bisogno.

Occorre creare nelle comunità medie e grandi “luoghi” (centro di ascolto, mensa, dormitorio, casa di accoglienza, asilo, comunità per minori, ecc.) che diventino il segno/simbolo della diaconia e del servizio agli ultimi; luogo che per centralità e per visibilità non deve essere secondo agli altri luoghi della pastorale; luogo dove fare esperienza di amore e di condivisione, di relazioni e di prossimità.

È questo il senso nel quale la Caritas diocesana ha istituito e continua a promuovere i propri servizi segno.

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